Disturbi dello spettro autistico e microbiota intestinale

Fonte: Fattorusso A et al. Nutrients. 2019; 11(3).

Sono sempre più numerose le evidenze che hanno mostrato un collegamento tra alterazioni della composizione del microbiota intestinale e i sintomi gastrointestinali e neurocomportamentali osservati nei bambini con DSA.

Negli ultimi anni è aumentato l’interesse per il possibile ruolo del microbiota intestinale come cofattore nello sviluppo dei disturbi dello spettro autistico (DSA), poiché molti studi hanno messo in evidenza la comunicazione bidirezionale tra intestino e cervello (il cosidetto “asse intestino-cervello”).

Sono sempre più numerose le evidenze che hanno mostrato un collegamento tra alterazioni della composizione del microbiota intestinale e i sintomi gastrointestinali e neurocomportamentali osservati nei bambini con DSA.

L’obiettivo di questa revisione narrativa è stato di analizzare le attuali conoscenze sulla disbiosi e sui disturbi gastrointestinali nei DSA e valutare le attuali evidenze sul ruolo dei probiotici e di altri approcci non farmacologici nel trattamento dei bambini con DSA.

L’analisi della letteratura ha evidenziato che la presenza di disbiosi intestinale nei DSA è stata ampiamente dimostrata; tuttavia, non esiste un unico profilo distintivo della composizione del microbiota in soggetti con DSA. La disbiosi intestinale potrebbe contribuire allo stato infiammatorio sistemico di basso grado osservata in pazienti con comorbidità gastrointestinali.

La somministrazione di probiotici (prevalentemente una miscela di bifidobatteri, streptococchi e lattobacilli) rappresenta il trattamento più promettente per i sintomi neurocomportamentali e la disfunzione intestinale,  ma gli studi clinici sull’argomento sono ancora pochi ed eterogenei.

Saranno necessari studi clinici ben disegnati, randomizzati e controllati con placebo per validare l’efficacia dei probiotici nel trattamento dei DSA e per identificare i ceppi, i dosaggi e le tempistiche di somministrazione più appropriati.