Una rivoluzione nella classificazione dei lattobacilli

Fonte: International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics. 16 aprile 2020.

Grazie ad avanzate tecniche di valutazione genetica, un gruppo di ricercatori ha scoperto che alcuni batteri finora ritenuti appartenere al genere dei lattobacilli, in realtà non fanno parte di questo gruppo di microrganismi. Una scoperta che ci aiuterà a capire meglio come questi probiotici possono contribuire alla nostra salute.

Il genere dei lattobacilli (Lactobacillus) è formato da oltre 250 specie. Grazie a sofisticate analisi del DNA di questi microrganismi un gruppo di ricerca internazionale ha notato che alcune delle specie ritenute da sempre parte di questo gruppo siano in realtà geneticamente molto differenti, tanto da richiedere un cambio di classificazione e, quindi, di nome. Questa scoperta ha portato a individuare diversi nuovi generi, formati da “ex” lattobacilli con caratteristiche fisiologiche e metaboliche simili. Per esempio, il Lactobacillus casei è stato denominato Lacticaseibacillus casei e inserito nel nuovo genere Lacticaseibacillus. Altri lattobacilli, per esempio il L. acidophilus o il L. gasseri, invece, non hanno cambiato nome e classificazione. Si tratta di un argomento per specialisti, destinato a creare (almeno inizialmente) qualche confusione persino negli addetti ai lavori. Secondo l’International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics, però, la nuova classificazione potrebbe aiutarci a comprendere i meccanismi attraverso i quali microrganismi tra loro simili esercitano i loro benefici sulla salute dell’uomo.