Valutare correttamente le porzioni è importante perché l’alimentazione sia veramente equilibrata e varia

Fonte: Ranza C. per NutritionFoundation.it – Alimentazione Prevenzione Benessere; 9-12.

Con l’aumento progressivo delle quantità medie di cibo ritenute accettabili si altera l’equilibrio dei consumi. Perché è cambiata la percezione delle porzioni medie?

Ne parla ampiamente il Dott. Michele Sculati, medico e specialista in Scienza dell’Alimentazione.

Stai assumendo farmaci? Attento a cosa mangi

Fonte: Valitutti MT per OsservatorioSenior.it

Avremmo mai detto che un semplice frutto o un integratore vitaminico potessero influenzare l’efficacia di terapie ormai diffusissime tra la popolazione anziana, e non solo?

Ebbene sì. Quando si assumono dei farmaci, il nostro regime alimentare dovrà tener conto del tipo di terapia in corso e delle possibili interazioni per assicurarci l’efficacia attesa.

Probiotici come potenziali “farmabiotici” immunomodulanti nelle malattie allergiche: stato attuale e prospettive future

Fonte: Sharma G et al. Allergy Asthma Immunol Res 2018; 10(6): 575-590

La prevalenza di disturbi allergici è drammaticamente aumentata negli ultimi dieci anni, in particolare nei paesi sviluppati. Oltre ai disturbi gastrointestinali, alle neoplasie, alle malattie genitali e dermatologiche ecc., è stato riscontrato che anche lo sbilanciamento del microbiota intestinale (disbiosi) è associato ad un aumento del rischio di allergie.

I probiotici trovano sempre più impiego nella disbiosi e nella modulazione delle malattie allergiche.
Tuttavia, diversi fattori come i differenti ceppi e i metaboliti effettori o componente di questi all’interno di una specie batterica possono influenzare l’efficacia dei probiotici. D’altra parte, anche le diversità nell’ospite, come la posizione geografica o le abitudini alimentari, potrebbero influire sui risultati attesi dall’impiego di un probiotico.

Pertanto, c’è l’evidente mancanza nel considerare i probiotici come una strada di trattamento irrefutabile per le malattie. Ma in questa review, Sharma e Colleghi presentano i probiotici e i loro effetti su alcune malattie di origine allergica come la dermatite atopica, le intolleranze alimentari e l’asma per stabilire la loro utilità. Vengono proposte le possibili molecole effettrici e i meccanismi funzionali dei probiotici per uso terapeutico.

Dal momento che alcuni studi sui probiotici hanno portato a risultati allarmanti che avrebbero potuto precluderne l’impiego per fini terapeutici, in questa review vengono illustrate le modalità attraverso cui è possibile garantire un impiego sicuro dei probiotici. Nel suo insieme, lo sforzo di Sharma e Colleghi è quello di proporre linee guida necessarie per garantire la qualità in fase di identificazione e sviluppo di probiotici come potenziali “farmabiotici” immunomodulatori.

Il tè verde riduce l’obesità e i rischi per la salute nei topi. In corso studio di follow-up sull’uomo

Fonte: Ohio State University - 14 marzo 2018

Il tè verde può essere un toccasana per l’intestino e può aiutare a lottare contro l’obesità. È quanto emerge da uno studio nei topi realizzato dalla Università statale dell’Ohio e pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry.

I topi sottoposti a una dieta a base di estratto di tè verde al 2% hanno avuto un miglioramento del benessere intestinale, rispetto alla loro controparte con alimentazione standard. È stata inoltre osservata una maggior presenza di batteri benefici e una minore permeabilità delle pareti intestinali.
I topi alimentati con una dieta ricca di grassi e con tè verde hanno guadagnato circa il 20% in meno di peso e hanno riportato una minore resistenza all’insulina rispetto ai topi nutriti con una dieta identica ma senza l’aggiunta di tè verde. La quantità di tè verde somministrata ai topi in studio equivarebbe a circa 10 tazze di tè verde a persona.

I ricercatori hanno spiegato che tale valore quotidiano non si discosta molto dal consumo abituale delle popolazioni di alcune zone del mondo.

I risultati emersi dallo studio danno prova che il tè verde favorisce la crescita intestinale di batteri buoni intestinali e che porta a una serie di benefici capaci di ridurre significativamente il rischio di obesità.

Tuttavia bisogna attendere ulteriori conferme per trasportare tali scoperte negli animali alle persone. Va inoltre considerato che, se i benefici si dimostrassero analoghi negli esseri umani, gli integratori a base di tè verde non sarebbero un ovvio sostituto della bevanda da assumere nel corso della giornata, per come il corpo metabolizza le catechine contenute nel tè.

Il microbiota materno e gli esiti della gravidanza che influiscono sulla salute del bambino: una revisione

Fonte: Dunlop AL et al. Adv Neonatal Care 2015; 15(6): 377-385.

Il microbiota materno è riconosciuto come un determinante chiave di una serie di importanti esiti sulla salute materna e del nascituro e, insieme ai fattori perinatali, influenza il microbioma del neonato.

Questa review fornisce una rassegna sintetica degli studi condotti in merito a: (1) ruolo del microbiota materno sugli outcome di gravidanza noti per influenzare negativamente la salute del neonato e del bambino, tra cui nascita pretermine, complicanze cardiometaboliche della gravidanza come la pre-eclampsia e il diabete gestazionale e l’eccessivo aumento di peso in gravidanza; (2) fattori che impattano negativamente sulla gravidanza, noti per influenzare la composizione del microbiota materno; e (3) strategie per promuovere un microbiota materno sano, consapevoli del fatto che sono necessarie molte più ricerche in questo ambito.… accedi al contenuto originale:

Il Piatto del Mangiar Sano

Fonte: Hsph – Harvard T.H. Chan School of Public Health

Il Piatto del Mangiar Sano, creato dagli esperti di nutrizione della Harvard T.H. Chan School of Public Health e dagli editori delle Pubblicazioni Harvard Health, è una guida alla realizzazione di piatti salutari e bilanciati, sia da consumare a tavola sia da mettere nel cestino del pranzo per un pasto fuori casa.

Naturalmente, nel Piatto del Mangiar Sano si concentra una dieta di qualità.

Specie di Lactobacillus come biomarcatori e agenti che possono favorire la salute vaginale

Fonte: Petrova MI et al. Front Physiol 2015; 6: 81.

Il corpo umano è colonizzato da un vasto numero di microrganismi definiti collettivamente come microbiota umano.

Uno dei principali siti del corpo del microbiota è il tratto genitale femminile, comunemente dominato da Lactobacillus spp., in circa il 70% delle donne. Ogni singola specie può costituire circa il 99% dei ribotipi osservati in ogni singola donna.

Le specie più frequentemente isolate sono Lactobacillus crispatus, Lactobacillus gasseri, Lactobacillus jensenii e Lactobacillus iners. Risalendo alle vie d’ingresso di virus e batteri, le specie di Lactobacillus vaginale possono creare una barriera contro l’invasione dei patogeni poiché i principali prodotti del loro metabolismo secreto nel liquido cervicovaginale svolgono un ruolo importante nell’inibizione delle infezioni batteriche e virali.

Pertanto, un microbiota dominato da Lactobacillus sembra essere un buon biomarker per un ecosistema vaginale sano. Tale equilibrio può essere rapidamente modificato durante processi come il ciclo mestruale, l’attività sessuale, la gravidanza e varie infezioni. Un microbiota vaginale anormale è caratterizzato da una maggiore diversità di specie microbiche, che porta a una condizione nota come vaginosi batterica. Le informazioni sul microbiota vaginale possono essere raccolte dall’analisi del fluido cervicovaginale, utilizzando il punteggio Nugent o i criteri di Amsel, oppure a livello molecolare, esaminando il numero e il tipo di specie di Lactobacillus.

Tuttavia, quando si traduce questo in ambito clinico, si deve osservare che l’assenza di un microbiota dominato da Lactobacillus non sembra implicare direttamente una condizione patologica o disbiosi.

Tuttavia, il ruolo benefico delle specie di Lactobacillus vaginale, ampiamente documentato, dimostra il potenziale di quanto noto sulla composizione e sull’attività dei lattobacilli come biomarcatori della salute vaginale.

La fondatezza e l’ulteriore convalida di tali biomarcatori consentiranno di progettare strategie probiotiche ancor più mirate.

Microbiota intestinale e stipsi cronica: revisioni e aggiornamenti

Fonte: Ohkusa T et al. Front Med (Lausanne) 2019; 6: 19.

La stipsi cronica, incluse la stipsi funzionale e la sindrome dell’intestino irritabile di tipo stitico (IBS-C), è un disturbo gastrointestinale multifattoriale ampiamente diffuso, e la sua eziopatogenesi è poco compresa.

Studi condotti recentemente, nei quali è stato analizzato il profilo del microbiota mediante rRNA 16S, hanno evidenziato disbiosi intestinale nei casi di stipsi cronica.
L’obiettivo di questa review è offrire una panoramica dei recenti studi sul microbiota nella stipsi cronica e dei trattamenti specifici utilizzando probiotici, prebiotici, sinbiotici, antibiotici e trapianto di microbiota fecale (FMT).

Dall’analisi della letteratura pubblicata è emerso che i risultati sul microbiota intestinale nella stipsi funzionale sono incoerenti e attualmente non esiste consenso. Sebbene non esista un chiaro orientamento, nei campioni fecali dei pazienti con IBS-C è stato riscontrato un livello inferiore di Actinobacteria, inclusi i Bifidobatteri, e un livello maggiore di Bacteroidetes a livello della mucosa, rispetto ai soggetti sani. Nella maggior parte degli studi randomizzati controllati e condotti a gruppi paralleli, probiotici, prebiotici, sinbiotici, antibiotici e FMT per la stipsi cronica si sono dimostrati efficaci con pochi effetti collaterali. Tuttavia, esistono molti studi condotti in campioni poco numerosi e su tipi di probiotici diversi per cui è difficile valutare l’effetto.

A fronte di quanto emerso, le evidenze indicano che la disbiosi intestinale può contribuire alla stipsi funzionale e alla sindrome dell’intestino irritabile di tipo stitico. Trattamenti mirati per la disbiosi nella stipsi con probiotici, prebiotici, sinbiotici, antibiotici e FMT possono essere una nuova opzione, specialmente per la stipsi refrattaria alle terapie convenzionali.

Meccanismi ed efficacia terapeutica dei lattobacilli

Fonte: Di Cerbo A et al. J Clin Pathol 2016; 69(3): 187-203.

Il microbioma intestinale non è un ecosistema silente ma esercita diverse funzioni fisiologiche e immunologiche.
Per molti decenni, i lattobacilli hanno trovato impiego come terapia efficace per il trattamento di diverse condizioni patologiche, riportando un profilo di sicurezza complessivamente positivo.

La review che ci accingiamo a leggere riassume i meccanismi e le evidenze cliniche a supporto dell’efficacia terapeutica dei lattobacilli.

Da un’analisi della letteratura pubblicata sui lattobacilli tra il 1950 e il 2015 è emerso che l’assunzione di questi batteri “buoni” offre benefici nei casi di insufficienza renale, contribuisce alla salute del pancreas, alla gestione dello squilibrio metabolico e trova impiego nel trattamento e nella prevenzione del cancro. Studi in vitro e in vivo hanno dimostrato che un impiego duraturo di lattobacilli induce modifiche qualitative e quantitative all’ecosistema del tratto gastrointestinale umano contrastando le patologie associate e ripristinando le condizioni immunologiche mutate.

Dalla revisione della letteratura, in pochi studi è emerso il rischio di traslocazione con conseguente sepsi e batteriemia dopo somministrazione di probiotici, ma sono ancora necessari ulteriori approfondimenti sull’effetto della dose dei prodotti a base di probiotici. È quindi necessaria una notevole attenzione alla scelta del ceppo di Lactobacillus adeguata, alla stabilità genetica e al rischio di traslocazione, principalmente correlato alla mucosa intestinale resa impermeabile dalla malattie infiammatorie.

Altro aspetto da considerare è determinare l’adeguata quantità di batteri da assumere al fine di conferire la migliore efficacia clinica riducendo al minimo il rischio di effetti collaterali.

L’assunzione giornaliera di latte fermentato con Lactobacillus casei Shirota riduce l’incidenza e la durata delle infezioni del tratto respiratorio superiore in soggetti sani di mezza età

Fonte: Shida K et al.Eur J Nutr (2017) 56: 45-53

Sebbene diversi studi abbiano dimostrato l’efficacia dei probiotici nel prevenire le infezioni delle vie respiratorie superiori (URTI) nelle popolazioni a rischio, compresi bambini e anziani, pochi studi hanno studiato l’efficacia dei probiotici negli adulti sani in normali condizioni di vita quotidiana. Quindi, è stato valutato l’effetto del latte fermentato con il ceppo Lactobacillus casei Shirota (LcS) sull’incidenza di URTI in soggetti sani di mezza età.
A tale scopo, 96 impiegati maschi di età compresa tra 30-49 anni hanno assunto latte fermentato con LcS (1,0 × 1011) o latte di controllo (CM) una volta al giorno per 12 settimane durante la stagione invernale. Gli episodi di URTI sono stati valutati da un medico tramite un questionario sui sintomi.

Dalle valutazioni effettuate, è emerso che l’incidenza di URTI durante il periodo di intervento è stata significativamente inferiore nel gruppo che aveva assunto LcS rispetto al gruppo CM (22,4 vs 53,2%, p = 0,002). L’analisi del tempo all’evento ha mostrato che con LcS era significativamente maggiore rispetto al gruppo CM (p = 0,0008). Inoltre, anche il numero cumulativo di episodi di URTI e giorni cumulativi con sintomi diURTI per persona era inferiore in coloro che avevano assunto lette fermantato con LcS e la durata degli episodi è stata più breve.

Alto aspetto osservato nel gruppo LcS è stato l’inibizione sia della riduzione dell’attività delle cellule NK nelle cellule mononucleate del sangue periferico sia dell’aumento dei livelli di cortisolo salivare.

Pertanto, da quanto emerso si può affermare che l’assunzione giornaliera di il latte fermentato con LcS può ridurre il rischio di URTI in soggetti sani di mezza età, probabilmente attraverso la modulazione del sistema immunitario.