Le fibre alimentari per la prevenzione e il trattamento della diarrea

Fonte: Silvia Ambrogio per Nutrienti e supplementi

Le fibre contenute naturalmente negli alimenti vegetali potrebbero essere utilizzate a scopo terapeutico e profilattico contro la diarrea, grazie alla loro capacità di ridurne la durata e migliorarne i sintomi. Nell’articolo disponibile qui di seguito sono riassunti i risultati delle principali ricerche effettuate su questo argomento.

Ridurre l’infiammazione con una dieta ricca di verdure

Fonte: Menni C et al. BMC Med 2021;19:37.

Un recente studio anglo-italiano ha dimostrato che un elevato consumo di ortaggi permette di ridurre il livello di infiammazione dell’organismo e di migliorare il microbiota intestinale, con molti effetti benefici sulla nostra salute.

È noto che un elevato livello di infiammazione diffuso in tutto l’organismo (infiammazione sistemica) sia pericoloso, perché aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e di infezioni gravi. L’infiammazione sistemica è associata a un’alterazione del sistema immunitario caratterizzata, tra l’altro, da un aumento del numero di globuli bianchi presenti nel sangue. Visto il ruolo sempre più riconosciuto del microbiota intestinale nella regolazione del sistema immunitario, un gruppo di ricerca anglo-italiano ha condotto uno studio clinico per valutare eventuali associazioni tra microrganismi intestinali, alimentazione e infiammazione. Dallo studio è emerso con chiarezza che un’alimentazione ricca di vegetali è associata a livelli di infiammazione più bassi, caratterizzati da una riduzione del numero di globuli bianchi. È interessante notare come una dieta ricca di frutta, invece, non abbia lo stesso effetto antinfiammatorio. Gli ortaggi e le verdure agirebbero sull’infiammazione modulando il microbiota intestinale e riducendo la presenza dei batteri del genere Collinsella, già noti per proliferare in caso di dieta ricca di cibi ultra raffinati e in presenza di alcune patologie epatiche frequenti nelle persone obese.

I benefici di L. casei Shirota per le persone con epatopatia alcolica

Fonte: Li X et al. Eur J Clin Nutr 2021. https://doi.org/10.1038/s41430-020-00852-8.

Nelle persone con danno epatico da alcol, il consumo regolare di latte fermentato con L. casei Shirota riduce il livello di trigliceridi e colesterolo “cattivo”, e migliora la composizione del microbiota intestinale.

Il forte consumo di bevande alcoliche protratto nel tempo danneggia il fegato, provocando una malattia detta epatopatia alcolica. Questa patologia è quasi sempre associata a un’alterazione del metabolismo dei lipidi, caratterizzata da un aumento dei livelli di trigliceridi e colesterolo; tale aumento espone le persone con epatopatia alcolica a un maggior rischio di malattie cardiovascolari. Poiché è stato dimostrato che chi soffre di epatopatia alcolica presenta un microbiota intestinale alterato, un gruppo di ricercatori cinesi ha ipotizzato che l’utilizzo di probiotici per contrastare questa disbiosi possa avere un effetto benefico anche sul profilo lipidico dei pazienti. Per confermare la loro ipotesi, i ricercatori hanno fatto assumere a 112 persone con epatopatia alcolica, per 60 giorni, latte fermentato con L. casei Shirota (LcS), confrontando i risultati ottenuti con quelli di 46 persone che avevano ricevuto una bevanda priva di probiotico. Al termine dello studio è emerso che nei pazienti che avevano fatto uso regolare di LcS i livelli di trigliceridi e di colesterolo “cattivo” (LDL) erano sostanzialmente più bassi di quelli dei pazienti che non avevano assunto il probiotico, con una riduzione di circa il 25%. Oltre a migliorare il profilo lipidico, LcS ha avuto un effetto positivo sul microbiota intestinale dei pazienti, alleviando la disbiosi.

Il ruolo dei probiotici nei disturbi psichiatrici

Fonte: Mörkl S et al. Curr Nutr Rep 2020;9(3):171-182.

L’utilizzo di probiotici è un approccio promettente per la gestione di diverse malattie psichiatriche. Le prove più solide a favore del loro utilizzo provengono dagli studi su soggetti affetti da depressione.

Da tempo è nota l’esistenza del cosiddetto “asse intestino-cervello”, ovvero di uno stretto collegamento bidirezionale tra microbiota intestinale e sistema nervoso centrale. Avviene una comunicazione tra cervello e microbiota intestinale e quest’ultimo può ricoprire un ruolo importante in molte malattie psichiatriche. Per questo motivo, modulando il microbiota con i probiotici sarebbe possibile, almeno a livello teorico, ridurre  alcuni sintomi legati a stati d’ansia e depressione. In una recente revisione sistematica della letteratura, pubblicata su Current Nutrition Reports, sono stati esaminati i risultati degli studi effettuati su questo argomento. Gli autori dell’articolo hanno concluso la loro analisi affermando che l’utilizzo dei probiotici per modulare il microbiota umano può essere un valido sistema per migliorare i sintomi della depressione. Gli studi sull’ansia, invece, sono ancora troppo pochi per trarre delle conclusioni affidabili.

Alimenti a base di insetti: presto sulle nostre tavole?

Fonte: European Food Safety Authority

Sembrerebbe proprio di sì, visto che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha valutato un “novel food” composto da larve di coleottero disidratate e ne ha decretato la sicurezza per il consumo da parte dell’uomo.

Per la prima volta nella storia, l’European Food Safety Authority (EFSA), ente europeo che si occupa di sicurezza alimentare, ha sottoposto a valutazione un alimento interamente basato su insetti. L’alimento in questione è composto da larve disidratate della tarma della farina (Tenebrio molitor), un comune coleottero diffuso in tutto il mondo. Dal punto di vista nutrizionale questo nuovo cibo contiene prevalentemente proteine, grassi e fibre, e l’azienda che ne ha richiesto la valutazione all’EFSA vorrebbe utilizzarlo come snack o come ingrediente per altri alimenti. EFSA ha espresso un parere positivo sulla sicurezza del preparato, sia dal punto di vista nutrizionale, sia da quello tossicologico. L’unico limite del nuovo alimento sembrerebbe il potenziale rischio di allergia, specie nei soggetti già allergici ai crostacei.

Gli italiani al supermercato

Fonte: Wongprawmas R et al. Foods 2021;10(2):318.

Secondo una ricerca italiana siamo un popolo che predilige alimenti salutari e a basso impatto ambientale, e sappiamo distinguere i cibi che fanno bene alla nostra salute da quelli dannosi.

La capacità di scegliere alimenti salutari quando si fa la spesa è un fattore molto importante per mantenersi in forma. Tuttavia, le scelte alimentari dipendono da molti fattori, alcuni dei quali possono essere irrazionali, basati sull’emotività. Uno studio condotto dalle Università di Parma, Udine e Camerino ha indagato i fattori e le motivazioni che spingono i consumatori italiani a scegliere determinati tipi di alimenti, fornendo un quadro interessante della realtà del nostro Paese. È emerso che gli italiani selezionano gli alimenti da mettere sulle loro tavole basandosi su motivazioni prevalentemente salutistiche e ambientali. Prediligono quindi cibi con basso impatto ambientale, caratterizzati da imballaggi “eco-friendly”, e leggono con attenzione le etichette dei prodotti confezionati, per valutarne i contenuti nutrizionali, dimostrandosi in grado di riconoscere quali sono gli alimenti più salutari da includere nella propria alimentazione. Come prevedibile, Internet è risultata la prima fonte di informazione nutrizionale per i consumatori italiani, seguita da quotidiani tradizionali, libri e dallo scambio di conoscenze con amici e parenti.