Stress & the gut-brain axis: regolazione del microbioma

Fonte: Sakai T et al. Benef Microbes 2015; 6(3): 253-262.

Stitichezza ed emorroidi sono disturbi comuni dopo il parto. L’obiettivo di questo studio pilota è stato valutare l’impatto del latte fermentato contenente il ceppo Lactobacillus casein Shirota (LcS) sulla consistenza e frequenza delle feci, i sintomi relativi alla stipsi e la qualità della vita e l’incidenza di emorroidi nelle donne durante il puerperio. Quaranta donne con parto naturale hanno assunto una bottiglietta al giorno di latte fermentato contenente almeno 6,5 × 109 cfu di LcS, o placebo, per 6 settimane dopo il parto. Le partecipanti hanno inserito un diario sulle loro abitudini intestinali includendo il numero di movimenti intestinali, la consistenza delle feci e l’incidenza delle emorroidi e hanno risposto ai questionari sui sintomi correlati alla stitichezza (PAC-SYM) e sulla qualità della vita (PAC-QOL) durante il periodo di studio.

I risultati dello studio hanno evidenziato che il gruppo di donne che aveva assunto il probiotico ha mostrato i punteggi migliori su PAC-SYM complessivo (p = 0,013), sottoclassi PAC-SYM dei sintomi addominali (P = 0,043) e sintomi rettali (p = 0,031), e sottoscala di soddisfazione PAC-QOL (p = 0,037), rispetto al gruppo placebo. Nel gruppo probiotico, due o quattro donne hanno avuto emorroidi durante le prime 3 settimane di trattamento. Il numero è diminuito nella quarta settimana e nessuna ha avuto emorroidi nella maggior parte dei giorni alle settimane 5-6. Nel gruppo placebo, in media quattro donne avevano emorroidi sin dall’inizio e nessun cambiamento evidente è stato osservato fino alla settimana 6. Nessun effetto statisticamente significativo è stato osservato sulla consistenza e sulla frequenza delle feci.

Il probiotico in studio non ha causato alcun evento avverso nelle donne che lo hanno assunto.

Le evidenze di questo studio consentono di affermare che il consumo continuo di latte fermentato contenente LcS potrebbe alleviare i sintomi correlati alla stitichezza, consentire un’adeguata abitudine intestinale e comportare un recupero precoce da emorroidi nelle donne durante il puerperio.
Tuttavia, ci sono molte limitazioni nell’interpretazione dei risultati attribuiti al disegno dello studio, inclusa la mancanza di dati di riferimento. Sono necessari ulteriori studi per confermare l’efficacia.

Stress & the gut-brain axis: regolazione del microbioma

Fonte: Foster JA et al. Neurobiol Stress 2017; 7: 124-136

L’importanza dell’asse intestino-cervello nel regolare le risposte legate allo stress è stata apprezzata da lungo tempo. Più recentemente, è emerso il ruolo chiave del microbiota nel controllo di questo asse, specialmente in condizioni di stress provocate da stimoli omeostatici reali o percepita.

La dieta è uno dei più importanti fattori capaci di modificare l’equilibrio dell’asse microbiota-intestino-cervello. Le vie di comunicazione tra il microbiota e il cervello vengono lentamente deteriorate e includono il nervo vago, la segnalazione dell’ormone intestinale, il sistema immunitario, il metabolismo del triptofano e i metaboliti microbici come gli acidi grassi a catena corta. Sta emergendo anche l’importanza del microbiota intestinale della prima infanzia nel plasmare i futuri esiti sulla salute.

I risultati di studi preclinici indicano che alterazioni della composizione microbica precoce dovuta a terapia antibiotica, mancanza di allattamento al seno, parto con taglio cesareo, infezioni, esposizione a stress e ad altre influenze ambientali – insieme all’influenza della genetica dell’ospite – possono portare a una modulazione a lungo termine del comportamento e della fisiologia legati allo stress. Il microbiota intestinale è stato implicato in una varietà di condizioni legate allo stress tra cui ansia, depressione e sindrome dell’intestino irritabile, sebbene questo tema sia in gran parte basato su studi condotti su animali o su analisi riconducibili a popolazioni di pazienti.

Ulteriori ricerche sull’uomo sono necessarie per rivelare l’impatto relativo e il contributo causale del microbioma sui disturbi legati allo stress. A questo proposito, il concetto di psicobiotica viene sviluppato e perfezionato per includere i metodi per fissare il target del microbiota perché possa avere un impatto positivo sugli outcome di salute mentale.

Nel 2016, al Neurobiology of Stress Workshop di Newport Beach, CA, un gruppo di esperti presentò il simposio “Il microbioma: sviluppo, stress e malattia”. Vengono qui riassunti e sviluppati alcuni dei concetti chiave del simposio nel contesto di come il microbiota potrebbe influenzare la neurobiologia dello stress.

Spunti di riflessione: il ruolo della nutrizione nell’asse microbiota-intestino-cervello

Fonte: Oriach CS et al. Clinical Nutrition Experimental 2016; 6: 25-38.

Recenti ricerche hanno fornito prove evidenti del ruolo di microbiota intestinale commensale nella funzione e nel comportamento del cervello.

Molti sono i percorsi potenziali coinvolti in questa comunicazione bidirezionale tra il microbiota intestinale e il cervello, come i meccanismi immunitari, il nervo vago e la produzione di neuro-metaboliti microbici. La disbiosi della funzione microbica intestinale è stata associata a deficit comportamentali e neuro-fisici, quindi la ricerca mirata allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per il trattamento di disturbi psichiatrici che puntino al microbiota intestinale sta crescendo rapidamente. Numerosi fattori possono influenzare la composizione del microbiota intestinale come lo stato di salute generale, la modalità di parto e la genetica, ma la dieta è considerata tra i principali fattori cruciali che hanno un impatto sul microbiota intestinale umano, dall’infanzia alla vecchiaia. Pertanto, gli interventi dietetici possono modulare i sintomi psichiatrici associati alla disfunzione del gut-brain axis. Ulteriori studi clinici e in vivo sono necessari per comprendere meglio i meccanismi alla base del legame tra nutrizione, microbiota intestinale e controllo del comportamento e della salute mentale.

L’intestino: il secondo cervello e le sue connessioni con il sistema nervoso centrale

Fonte: Pesce M. Giorn Gastr Epatol Nutr Ped 2017; IX: 50-54.

L’abilità innata dell’intestino di adattare le sue funzioni a stimoli di natura sia endogena che esogena è intimamente legata alla stretta interconnessione tra i neuroni sensitivi e motori del tratto GI e del Sistema Nervoso Centrale (SNC). Con il termine “Asse Intestino/Cervello” (AIC) s’intende quindi…

Un modulatore chiave dello stress e della neuroinfiammazione

Fonte: Rea K et al. The microbiome: A key regulator of stress and neuroinflammation. Neurobiology of Stress 2016 ; 4: 23-33.

Oggigiorno, è crescente l’enfasi sulla relazione che intercorre tra complessità/diversità dei microrganismi che abitano il nostro intestino (microbiota gastrointestinale umano) e stato di salute/malattia, incluso quello del cervello, e disturbi del sistema nervoso centrale. L’asse microbiota-intestino-cervello è una matrice dinamica di tessuti e organi, tra cui cervello, ghiandole, intestino, cellule del sistema immunitario e microbiota gastrointestinale, che comunicano in modo complesso e multidirezionale per mantenere l’omeostasi. I cambiamenti in questo ambiente possono portare ad un ampio spettro di effetti fisiologici e comportamentali, come ad esempio l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), e a un’alterata attività dei sistemi di neurotrasmissione e della funzionalità immunitaria.

Mentre una risposta fisiologica appropriata e coordinata, come quella immunitaria o quella allo stress, è necessaria per la sopravvivenza, una risposta disfunzionale può essere dannosa per l’ospite, contribuendo allo sviluppo di diversi disturbi a carico del sistema nervoso centrale.

Viene qui ripresentata una revisione di Rea e colleghi pubblicata su Neurobiology of Stress che ha analizzato il coinvolgimento del microbiota gastrointestinale nella modulazione stress- e immuno-mediata dei sistemi neuroendocrino, immunitario e neurotrasmettitore e il conseguente comportamento.

È stata inoltre focalizzata l’attenzione sui meccanismi attraverso i quali il microbiota intestinale commensale può regolare la neuroinfiammazione e sulla comprensione del suo ruolo nei disturbi stress-correlati come conseguenza dei processi neuroinfiammatori.

Il Portale “Science for Health”: per supportare il medico nel prendersi cura degli stili di vita dei propri pazienti

Promuovere uno stile di vita sano è uno dei pilastri su cui si basa la filosofia di Yakult, con l’obiettivo di contribuire al benessere delle persone in tutto il mondo.

Yakult Italia mette a disposizione il sito rinnovato www.scienceforhealth.it, riservato ai professionisti della salute, per accompagnare il medico e dialogare con lui sul ruolo centrale che riveste nella promozione dei corretti stili di vita.

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Da oltre 80 anni, YAKULT opera a livello mondiale attraverso un costante impegno nella ricerca e la specializzazione nel campo dei probiotici.

Nel 1930, all’Università di Kyoto in Giappone il Dott. Minoru Shirota – microbiologo e ricercatore della facoltà di Medicina e fondatore di YAKULT – selezionò e coltivò un particolare fermento lattico, tanto forte da resistere ai succhi gastrici e giungere vivo nell’intestino, favorendo così l’equilibrio della flora intestinale. Questo fermento fu chiamato Lactobacillus casei Shirota, in suo onore.

YAKULT è presente oggi in 39 Paesi al mondo e viene consumato da oltre 39 milioni di persone.