Dieta senza glutine: ecco gli effetti sul microbiota intestinale se non si è celiaci

Fonte: Radrezza S. per Microbioma.it - 17 maggio 2019

La dieta “gluten free” sta diventando un’abitudine sempre più diffusa anche tra le persone non celiache.

Ma come si modifica la componente batterica intestinale, in termini sia di composizione sia di funzionalità, quando si elimina il glutine dalla nostra alimentazione?

Ce lo dicono i risultati dello studio coordinato da Lea B.S. Hansen, della Technical University of Denmark e pubblicato su Nature Communications.

Nel confronto tra 41 diete e modelli alimentari, l’approccio mediterraneo rafforza il suo primato

Fonte: Spataro G. AP&B Alimentazione, Prevenzione & Benessere n. 1 – 2019

La dieta più studiata dalla comunità scientifica è quella mediterranea. Simbolo dell’Italia e riconosciuta unanimemente come la più salutare. Ce ne parla in dettaglio Carlo Cannella, professore di scienza  dell’alimentazione all’Università «La Sapienza» di Roma e presidente dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione.

Nutrizione e salute: il ruolo del microbiota intestinale

Fonte: Valdes Am et al. BMJ. 2018 Jun 13;361:k2179.

Con il termine microbioma si fa riferimento al genoma complessivo dei microrganismi di un particolare ambiente, mentre il microbiota è la comunità dei microrganismi stessi. Approssimativamente 100 miliardi di microrganismi (molti di loro batteri, ma anche virus, funghi e protozoi) esistono e coesistono nel tratto gastrointestinale umano.

Oggi, il microbioma è considerato come un organo virtuale del corpo. Il genoma umano consiste di circa 23000 geni, mentre il microbioma codifica per oltre 3 milioni di geni producendo migliaia di metaboliti, che suppliscono a molte funzioni dell’ospite, influenzandone di conseguenza benessere, fenotipo e salute.

Curcuma: elisir di lunga vita in polvere?

Fonte: Faierman S. per Osservatoriosenior.it 2019

La letteratura scientifica mostra come la curcumina sia una sostanza alimentare potenzialmente molto interessante per la salute e il benessere in generale.

Ciò nonostante, sono necessari ulteriori studi finalizzati a indagare tutte le possibili interazioni con i principi attivi di eventuali terapie concomitanti e a individuare strategie che ne possano aumentare la biodisponibilità.

Con riferimento particolare agli integratori oggi in commercio ma anche molto chiacchierati va ricordato che questi sono diversi rispetto alla curcuma in polvere utilizzata in cucina, poiché la biodisponibilità della curcumina viene aumentata dalla sua associazione con la piperina o dal fatto che la molecola si trova sotto forma liposomiale.

Valutare correttamente le porzioni è importante perché l’alimentazione sia veramente equilibrata e varia

Fonte: Ranza C. per NutritionFoundation.it – Alimentazione Prevenzione Benessere; 9-12.

Con l’aumento progressivo delle quantità medie di cibo ritenute accettabili si altera l’equilibrio dei consumi. Perché è cambiata la percezione delle porzioni medie?

Ne parla ampiamente il Dott. Michele Sculati, medico e specialista in Scienza dell’Alimentazione.

Stai assumendo farmaci? Attento a cosa mangi

Fonte: Valitutti MT per OsservatorioSenior.it

Avremmo mai detto che un semplice frutto o un integratore vitaminico potessero influenzare l’efficacia di terapie ormai diffusissime tra la popolazione anziana, e non solo?

Ebbene sì. Quando si assumono dei farmaci, il nostro regime alimentare dovrà tener conto del tipo di terapia in corso e delle possibili interazioni per assicurarci l’efficacia attesa.

Il tè verde riduce l’obesità e i rischi per la salute nei topi. In corso studio di follow-up sull’uomo

Fonte: Ohio State University - 14 marzo 2018

Il tè verde può essere un toccasana per l’intestino e può aiutare a lottare contro l’obesità. È quanto emerge da uno studio nei topi realizzato dalla Università statale dell’Ohio e pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry.

I topi sottoposti a una dieta a base di estratto di tè verde al 2% hanno avuto un miglioramento del benessere intestinale, rispetto alla loro controparte con alimentazione standard. È stata inoltre osservata una maggior presenza di batteri benefici e una minore permeabilità delle pareti intestinali.
I topi alimentati con una dieta ricca di grassi e con tè verde hanno guadagnato circa il 20% in meno di peso e hanno riportato una minore resistenza all’insulina rispetto ai topi nutriti con una dieta identica ma senza l’aggiunta di tè verde. La quantità di tè verde somministrata ai topi in studio equivarebbe a circa 10 tazze di tè verde a persona.

I ricercatori hanno spiegato che tale valore quotidiano non si discosta molto dal consumo abituale delle popolazioni di alcune zone del mondo.

I risultati emersi dallo studio danno prova che il tè verde favorisce la crescita intestinale di batteri buoni intestinali e che porta a una serie di benefici capaci di ridurre significativamente il rischio di obesità.

Tuttavia bisogna attendere ulteriori conferme per trasportare tali scoperte negli animali alle persone. Va inoltre considerato che, se i benefici si dimostrassero analoghi negli esseri umani, gli integratori a base di tè verde non sarebbero un ovvio sostituto della bevanda da assumere nel corso della giornata, per come il corpo metabolizza le catechine contenute nel tè.

Il Piatto del Mangiar Sano

Fonte: Hsph – Harvard T.H. Chan School of Public Health

Il Piatto del Mangiar Sano, creato dagli esperti di nutrizione della Harvard T.H. Chan School of Public Health e dagli editori delle Pubblicazioni Harvard Health, è una guida alla realizzazione di piatti salutari e bilanciati, sia da consumare a tavola sia da mettere nel cestino del pranzo per un pasto fuori casa.

Naturalmente, nel Piatto del Mangiar Sano si concentra una dieta di qualità.

Cosa succede nel tuo intestino alle proteine che mangi?

Fonte: Grosso R per Microbiologiaitalia.it – 25 febbraio 2019

Le proteine, una volta ingerite e giunte nell’intestino, subiscono la fermentazione da parte dei batteri del microbiota intestinale che genera diversi metaboliti. Ma quali sono questi metaboliti e qual è il loro ruolo nell’organismo? Possono alterare la fisiologia del nostro corpo, generando infiammatorie e metaboliche, ma anche migliorare la funzione della barriera intestinale?